...Non so se tutti hanno capito Ottobre la tua grande bellezza:
nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza,
prepari mosto e ebbrezza...
Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze,
lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse,
fumano nubi basse...
O giorni, o mesi che andate sempre via,
sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni, e tutti gli anni uguale,
la mano di tarocchi che non sai mai giocare,
che non sai mai giocare...
(Canzone dei dodici mesi - Francesco Guccini)
Lunedì d'agosto. Tutti in ferie e io in ufficio. Ok, non cerco compassione, visto che poi rientrerò il 1° settembre. Radio accesa, come sempre. Ma oggi ho cambiato frequenza: è Radio Nostalgia. A volte mi capita di ascoltarla in auto. Solo musica dei 'miei' tempi.
Ed ecco che le prime note di una canzone fanno volare la mia mente: non è la cosiddetta 'nostra' canzone, ma ha da sempre su di me l'effetto della macchina del tempo.
E rivedo i miei 18 anni, un abito stile impero con corpetto a nido d'ape, a fiori...
E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante
cancella col coraggio quella supplica dagli occhi
troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante
e quasi sempre dietro la collina è il sole
Ma perché tu non ti vuoi azzurra e lucente
ma perché tu non vuoi spaziare con me
volando contro la tradizione
come un colombo intorno a un pallone frenato
e con un colpo di becco
bene aggiustato forato e lui giù giù giù
e noi ancora ancor più su
planando sopra boschi di braccia tese
un sorriso che non ha
né più un volto né più un'età
e respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini
e più in alto e più in là
se chiudi gli occhi un istante
ora figli dell'immensità
Se segui la mia mente se segui la mia mente
abbandoni facilmente le antiche gelosie
ma non ti accorgi che è solo la paura che inquina e uccide i sentimenti
le anime non hanno sesso né sono mie
Non non temere tu non sarai preda dei venti
ma perché non mi dai la tua mano perché
potremmo correre sulla collina
e fra i ciliegi veder la mattina che giorno è
E dando un calcio ad un sasso
residuo d'inferno e farlo rotolar giù giù giù
e noi ancora ancor più su
planando sopra boschi di braccia tese
un sorriso che non ha
né più un volto né più un'età
e respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini
e più in alto e più in là
ora figli dell'immensità
(La collina dei ciliegi - Lucio Battisti - 1973)

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CARA DEMOCRAZIA
(ritorna a casa che non é tardi)

Con santa pazienza
Ho dovuto aspettare
Con quanta buona fede
Sono stato ad ascoltare
Cara, cara democrazia
Sono stato al tuo gioco
Anche quando il gioco
Si era fatto pesante
Così mi sento tradito
O sono stato ingannato
Mi sento come partito
E non ancora approdato
Sento un vuoto
Sento un vuoto al mio fianco
E nessuna certezza
Messa nero su bianco
Con benedetta arroganza
Sono stato avvilito
Con quanta leggerezza
Sono stato alleggerito
Cara, Cara democrazia
Cara gemma imperfetta
Equazione sbagliata
Non scritta e mai corretta
Devotissimi della chiesa
Fedelissimi del pallone
Nullapensanti
Della televisione
Siamo i ragazzi del coro
Le casalinghe sempre d'accordo
E la classe operaia
Nemmeno me la ricordo
Democrazie pubblicitarie
Democrazie allo stadio
Democrazie quotate in borsa
Fantademocrazie
Libertà autoritarie
Libertà ugualitarie
Democrazie del lavoro
Democrazie del ricordo e della dignità
Ahi che pessime orchestre
Che brutta musica che sento
Qui si secca il fiore e il frutto
Del nostro tempo
Sono giorni duri
Sono giorni bugiardi
Cara democrazia
Ritorna a casa che non é tardi
Non sai con quanta pazienza
Ho dovuto aspettare
Non sai con quanta buona fede
Sono stato ad ascoltare
Sono giorni duri, sono giorni bugiardi
Cara democrazia ritorna a casa
Che non é tardi.
(Ivano Fossati da L'ARCANGELO (2006)
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Daltonici, presbiti, mendicanti di vista
il mercante di luce, il vostro oculista,
ora vuole soltanto clienti speciali
che non sanno che farne di occhi normali.
Non più ottico ma spacciatore di lenti
per improvvisare occhi contenti,
perché le pupille abituate a copiare
inventino i mondi sui quali guardare.
Seguite con me questi occhi sognare,
fuggire dall'orbita e non voler ritornare.
Vedo che salgo a rubare il sole
per non aver più notti,
perché non cada in reti di tramonto,
l'ho chiuso nei miei occhi,
e chi avrà freddo
lungo il mio sguardo si dovrà scaldare.
Vedo i fiumi dentro le mie vene,
cercano il loro mare,
rompono gli argini,
trovano cieli da fotografare.
Sangue che scorre senza fantasia
porta tumori di malinconia.
Vedo gendarmi pascolare
donne chine sulla rugiada,
rosse le lingue al polline dei fiori
ma dov'è l'ape regina?
Forse è volata ai nidi dell'aurora,
forse volata, forse più non vola.
Vedo gli amici ancora sulla strada,
loro non hanno fretta,
rubano ancora al sonno l'allegria
all'alba un po' di notte:
e poi la luce, luce che trasforma
il mondo in un giocattolo.


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Sunday morning rain is falling
Steal some covers share some skin
Clouds are shrouding us in moments unforgettable
You twist to fit the mold that I am in
But things just get so crazy living life gets hard to do
And I would gladly hit the road get up and go if I knew
That someday it would bring me back to you
That someday it would bring me back to you
That may be all I need
In darkness she is all I see
Come and rest your bones with me
Driving slow on Sunday morning
And I never want to leave
Fingers trace your every outline
Paint a picture with my hands
Back and forth we sway like branches in a storm
Change the weather still together when it ends
That may be all I need
In darkness she is all I see
Come and rest your bones with me
Driving slow on Sunday morning
And I never want to leave
But things just get so crazy living life gets hard to do
Sunday morning rain is falling and I'm calling out to you
Singing someday it'll bring me back to you
Find a way to bring myself home to you
And you may not know
That may be all I need
In darkness she is all I see
Come and rest your bones with me
Driving slow…
(Sunday morning - Maroon 5)

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FANGO
(di Jovanotti)
Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall'alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l'unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l'odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c'è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l'unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l'appetito la sete l'evoluzione in atto
l'energia che si scatena in un contatto
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango
e mi fondo con il cielo e con il fango



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Stiamo qui incantati io e te
meravigliati di aspettare
bloccati
a valutare la meraviglia
di queste poche ore
su questo tanto mare.
Ah, se non ci fosse da osservare
che poi è così per tutti
sempre uguale
per quanto ingegnoso sia
il suo farsi aspettare
non è che un momento
al suo passare.
Ma un finale andrebbe guardato sempre
dalla sponda di un letto
e riletto cento volte in cento anni
fino a poterne parlare senza affanni.
Un amore andrebbe sorvegliato sempre
da una porta di casa
e richiamato cento volte in un minuto
e protetto con le mani dagli inganni
e protetto con gli occhi dagli anni.
Quando le più grosse ferite
non riescono più a fare male
che dignità,che meraviglia
lo possiamo guardare
è quello il nostro amore
al suo finale.
Vedi, le strade di qui un tempo
saranno state pece e sassi
e il vociare della gente copriva
il silenzio del mare, copriva.
Guardale invece adesso
questa baia senza vento
com'è tranquilla, com'è reale
e come lo stiamo vivendo il nostro amore
al suo finale.
Eh sì, che un finale andrebbe guardato sempre
dalla sponda del mare
e ricordato cento volte in cento anni
fino a poterci pensare senza affanni,
fino a poterci pensare senza affanni.
Un amore andrebbe sorvegliato sempre
da una porta di casa
e richiamato cento volte in un minuto
e protetto con le mani dagli inganni
e protetto con gli occhi dagli anni,
protetto con gli occhi…
Guardala invece adesso
questa baia senza vento.
(Baia senza vento - Ivano Fossati)

Liberi ma completamente
Liberi finalmente
Liberi non è vero un accidente
Non siamo liberi per niente
Liberi c'è sempre uno che ci sente
Che ci compra che ci vende
Liberi sono i sogni nella notte
Liberi è questo specchio che si rompe
Liberi se si libera la mente
Siamo liberi e per sempre
Liberi anche politicamente
Non c'è logica
Non c'è niente
Liberi sono il vento con le onde
Liberi come due ladri nella notte
Non fermarti non è tardi resta fuori che ho bisogno
Di parlarti di guardarti di baciarti di toccarti
E di essere liberi senza dover spiegare niente
Liberi veramente
Senza trucchi e senza niente
Liberi finalmente
Libero solo adesso che ti parlo
Adesso che ti guardo
Libera mentre muovi la tua bocca
Quando ridi perché è rossa
Liberi perché fuori è ancora caldo
Liberi come rondini di marzo
Liberi da morire finalmente
Liberi da tornare tra la gente
Non fermarti non è tardi resta fuori che ho bisogno
Di parlarti di guardarti di baciarti e di toccarti
e di essere liberi senza dover spiegare niente
Liberi veramente
Senza trucchi e senza niente
Liberi finalmente...
Liberi sono i sogni nella notte...
Liberi come il vento con le onde...
Liberi come ladri nella notte...
Liberi...
(Liberi - Lucio Dalla)

e credo sia in tema la visione di questo video, gentilmente offerto da Paul