giovedì, 31 gennaio 2008 - 12:23

oddio il titolo del post è puramente indicativo... poi fate voi, vive la liberté ;-))

Il mio rapporto con la religione si potrebbe definire con un eufemismo... 'conflittuale'... ehm.. nel senso che io sono sempre in lotta contro la religione in generale...

Adoro la citazione di Karl Marx

"La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l'oppio dei popoli."

Ecco ora però... di fronte all'evidenza... confesso che...

un angelo custode così mi piacerebbe assai!!!

 

e a voi no???

orsù non siate timide...

 

martedì, 29 gennaio 2008 - 18:30
Stamattina mi sono svegliata con una canzone in testa.
E' una vecchia canzone che sentivo ancora su LP in quelle rare giornate di revival che dedicavo alla lingua francese e a mio padre. E sai com'è quando hai un ritornello per la testa...


Viens voir les comédiens
Voir les musiciens
Voir les magiciens
Qui arrivent

Viens voir les comédiens
Voir les musiciens
Voir les magiciens
Qui arrivent

Les comédiens ont installé leurs tréteaux
Ils ont dressé leur estrade
Et tendu des calicots
Les comédiens ont parcouru les faubourgs
Ils ont donné la parade
A grand renfort de tambour
Devant l'église une roulotte peinte en vert
Avec les chaises d'un théâtre à ciel ouvert
Et derrière eux comme un cortège en folie
Ils drainent tout le pays, les comédiens

Viens voir les comédiens
Voir les musiciens
Voir les magiciens
Qui arrivent

Viens voir les comédiens
Voir les musiciens
Voir les magiciens
Qui arrivent

Si vous voulez voir confondus les coquins
Dans une histoire un peu triste
Où tout s'arrange à la fin
Si vous aimez voir trembler les amoureux
Vous lamenter sur Baptiste
Ou rire avec les heureux
Poussez la toile et entrez donc vous installer
Sous les étoiles le rideau va se lever
Quand les trois coups retentiront dans la nuit
Ils vont renaître à la vie, les comédiens

Viens voir les comédiens
Voir les musiciens
Voir les magiciens
Qui arrivent

Viens voir les comédiens
Voir les musiciens
Voir les magiciens
Qui arrivent

Les comédiens ont démonté leurs tréteaux
Ils ont ôté leur estrade
Et plié les calicots
Ils laisseront au fond du cœur de chacun
Un peu de la sérénade
Et du bonheur d'Arlequin
Demain matin quand le soleil va se lever
Ils seront loin, et nous croirons avoir rêvé
Mais pour l'instant ils traversent dans la nuit
D'autres villages endormis, les comédiens

Viens voir les comédiens
Voir les musiciens
Voir les magiciens
Qui arrivent

Viens voir les comédiens
Voir les musiciens
Voir les magiciens
Qui arrivent


(Les comédiens
Paroles: Jacques Plante. Musique: Charles Aznavour   1962)


Peccato che i nostri commedianti non smontino i cavalletti e non ripiegano gli striscioni... e nemmeno vadano molto lontano...


domenica, 27 gennaio 2008 - 15:23

Son morto con altri cento, son morto ch' ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento....

Ad Auschwitz c'era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d' inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento...

Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento...

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento...

Ancora tuona il cannone, ancora non è contento
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento...

Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà

e il vento si poserà...

Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà

e il vento si poserà e il vento si poserà...


Legge 20 luglio 2000, n. 211

Art. 1.

1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Art. 2.

1. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.



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emozioni, in una mattina dinverno
sabato, 26 gennaio 2008 - 00:43
Giornate apatiche. Forse sarà il tempo o forse no. Saranno cento piccole contrarietà, qualche problema, magari non mio, sarà vedere ciò che mi circonda e voler fuggire lontano. E allora le riempio di pensieri , pensieri  come sogni ad occhi aperti. Di un sorriso su una mail. Di castelli di carte. Di un bacio per SMS. Di una voce, a volte. Devo scuotermi e fare mille cose per non pensare. Sento il nervosismo che sale e si incunea tra i fogli sulla mia scrivania. Lo sento impalpabile nel ticchettìo nervoso sulla tastiera. Nelle risposte secche a chi mi chiama in messenger. Nel tono della mia voce quando rispondo al telefono.
Non posso continuare così. Devo trovare la forza di rimettermi in gioco e di mettermi alla prova: una sfida a due. Io sola allo specchio. Io che sorrido, che amo, che mi incazzo, che urlo, che piango, che alla fine … vinco.
Devo tornare nel mio elemento: l’acqua.
Dopo  dieci ore fuori casa, salgo in auto e vorrei scappare al mare. Respirare il suo profumo. Sedermi ed ascoltare le mie risposte. Ma è inverno ed è già buio.
Allora trovo il surrogato: una nuotata in piscina, un’ora di pensieri  attutiti dall’acqua.

Cuffia e occhialini. Una corsia semi deserta. L’unico rumore è il mio respiro affannato dopo una vasca. Sono fuori allenamento. Riproviamo. Due vasche senza sosta. A dorso. Il corpo si allunga, le braccia mulinano nell’acqua, vedo le travi d’acciaio del soffitto sfilare veloci. Solo io e l’acqua. Il corpo è leggero. Le gambe si muovono in sincrono, da sole. Sento crescere la potenza. Ora un po’ di crawl, la testa nell’acqua. Ritmo. Sei bracciate e fuori per respirare. Ritmo come una danza. Sei bracciate e via. Ritmo come una corsa. Tocco il bordo come se approdassi su una spiaggia dopo un naufragio. Stanca ma finalmente vuota dentro, ed è una bellissima sensazione di leggerezza. Non fermarti. Il mondo fuori può aspettare.
Un’ora è volata. Salgo la scaletta e le gambe si fanno nuovamente pesanti e tremano.
E’ sempre difficile tornare con i piedi per terra.
Voglio una nuvola d’acqua per farmi cullare…
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alla ricerca di me stessa
giovedì, 24 gennaio 2008 - 18:30
Che razza strana che siamo noi umani. Abbiamo memoria lunga per fatti  che andrebbero dimenticati o almeno accantonati, e su questi addirittura facciamo convegni e pensiamo di riscrivere la storia…
E intanto la storia ci passa accanto e noi non la vediamo. Qualcuno dirà che questa non è ancora storia, almeno nella sua accezione comune. Ma è pur sempre il nostro quotidiano.
 
Accadono fatti per cui ci indignamo, urliamo e facciamo manifestazioni, grazie alla Rete corre il passaparola inviando migliaia di e-mail, firmiamo petizioni, occupiamo intere serate televisive a parlare e parlare e discutere … e poi? Tutto finisce nel dimenticatoio… come gli scontri in Kenya, i monaci birmani, il terremoto indonesiano che ha fatto crollare le poche cose rimaste dopo lo tsunami, solo per citarne alcune. Molte altre se ne potrebbero aggiungere.
Niente. La nostra mente, diventa una lavagna dove qualcuno si diverte a pulire tutto col cancellino (oddio.. so che questa reminescenza scolastica tradirà la mia età!).
Oppure quel ‘qualcuno’ siamo noi stessi.  A volte mi chiedo se è un fatto di memoria selettiva, se è un rifiuto cosciente oppure no. E ancora, se è un fatto tipicamente italiano o è più diffuso.
 

Comunque, dopo aver visto in diretta alcuni fatti della seduta di oggi del Senato della Repubblica, non so se posso dar torto a chi – deluso – diventa un fan de L’isola dei FamosiIl grande fratello

"il destino è un mare che non ha sponde"

Cosi recita un aforisma che mi ha regalato oggi un amico, al quale ho risposto

'allora, oltre ad essere provvisti di una imbarcazione in buone condizioni, bisogna essere anche ottimi nuotatori'.

Forse è per questo che all'estero dicono che l'Italia sia il paese dei Santi, dei Poeti e dei Naviganti?
 
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mercoledì, 23 gennaio 2008 - 11:32
Penso e rifletto. E non comprendo, ma ne prendo atto.
 
Ci sono circostanze in cui ti rendi conto che tutto quello che sai di essere, e che gli altri riconoscono in te, viene modificato da agenti esterni. Sai di essere paziente, ami la sincerità, vorresti sbattere in faccia a tutti la verità, per limitata e solo tua che sia, sei il solito Don Chisciotte. Ma poi non lo fai. E’ come se in te ci fossero due persone opposte, una bianca ed una nera, una buona ed una perfida, una paziente ed una intollerante.
Per limitare gli effetti negativi di questa “zona d’ombra”… è meglio richiudersi in se stessi.
C’è solo una cosa che mi urta, e molto. Chi causa – a torto o ragione che sia – questi cambiamenti nel tuo essere, chi avvelena la tua serenità, non lo saprà mai. E lo rifarà ancora.
Dunque mi chiedo: è giusto richiudermi come un riccio oppure no? La razionalità mi dice di no… di parlare, di urlare se necessario.
 
Ma l’orgoglio, da sempre cattivo consigliere, non è d’accordo…

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in una mattina dinverno
domenica, 20 gennaio 2008 - 20:50
Perché quando ti chiedo come stai la tua risposta è sempre ‘non bene’?
Perché dovrei solo  ascoltare le tue paranoie senza criticare e al tempo stesso consolarti e darti solo ragione?
Perché al tuo dire ‘nessuno può impedirmi di essere come sono’ io devo solo annuire?
Perché non rispetti il mio ‘essere così come sono’?
Perché non mi chiedi come sto io?
Perché il mio essere non interessa mai nessuno?
Perché quando mi ribello a questa condizione e te lo faccio notare dici che non sono gentile?
Perché devo essere il rifugio di tutti?
Sono stanca.
Stanca di essere considerata sempre e solo un mezzo.  
Ho una sola difesa: alzare le barricate.
Decidere io se e con chi dialogare.
 Diventare insensibile e menefreghista.
Ripagare gli altri con la stessa moneta.
 
E se il risultato sarà quello di fare un repulisti generale, pazienza. Non sarà una grande perdita se taglierò solo dei rami secchi.
Ma ricordati che  io non sono così.
Non sono menefreghista, non sono egoista. Sei tu che mi fai diventare così. 
Tu che mi leggi e dici che sono intelligente, tu che ti aspetti sempre una parola buona, tu che vedi sempre e solo te stesso.  
E se non ti piace come diventerò, non mi importa: ne va della mia vita e non voglio
continuare a raccogliere i cocci.

 

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malumore dissidente
domenica, 20 gennaio 2008 - 12:17

"Il mondo è bello perchè vario" recita un vecchio proverbio. 

E sia. Quindi alla luce di questo enunciato, accettiamo tutto quello che la Rete ci offre: dai blog 'pensanti'  a quelli straripanti di contenuti , dai 'diari di Bridget Jones' ai blog osceni e di rottura (rottura per chi li apre... ), dalla sottocultura spicciola al sano ed ironico cazzeggio, ai blog spazzatura (termine oggi molto in voga).

Ma nella maggior parte di essi e nei relativi commenti c'è un comune denominatore: oltre alle 'k' e ai 'x' imperanti, gli acronimi e le abbreviazioni. Dal più banale SMS e OK, ai LOL, OT, ecc. Tutti rigorosamente derivanti dall'inglese, molte volte utilizzati senza conoscerne il significato!

Ho come l'impressione che la velocità del computer ci imponga di essere altrettanto veloci nella lettura. Le lettere dell'acronimo si sovrappongono ad una sorta di immagine creata dal nostro cervello al riconoscimento delle stesse: se vediamo scritto OT, non ragioniamo sul suo significato. 'Vediamo' ciò che esso vuol dire. Una sorta di lettura visiva, molto più rapida ed immediata del leggere 'off topic'...

Ieri sera, parlando con amici, ribadivo come si stia assistendo ad un decadimento ed impoverimento della lingua italiana (per non parlare della grammatica) e sono stata tacciata di essere una nostalgica chiedendo 'ridatemi i congiuntivi!!'  So bene che lingue 'morte' non ne esistono, ma mi sarei aspettata una crescita della lingua, con aggiunta di termini, non con la 'sostituzione' di parole italiane con altre mutuate da altre lingue!!

Può darsi che io lo sia nostalgica... ma vedere un futuro popolato da acronimi derivanti da altre lingue quando abbiamo un vocabolario così vario, popolato da sinonimi, mi fa star male. Veder abolire le miriadi di sfumature che derivano dall'uso dei tempi dei verbi e ridurre le lingue neolatine al semplicismo delle lingue sassoni è un privarci dell'interpretazione.

E oggi, leggo Paul e cosa trovo? un'altra abbreviazione che presto diverrà di uso corrente: il KNOL.

E ad indicare cosa poi? un'unità di ... 'conoscenza'...

No! A questo punto io mi ribello!!!

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riflessioni
mercoledì, 16 gennaio 2008 - 10:34

Mi piacerebbe ogni tanto poter fare come Will il Coyote...

arrivare a poter frenare come fa lui ...

(in senso figurato eh... non pensate subito che abbia tamponato con l'auto!)

è tutta colpa della forza di gravità... uffa...

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ridiamoci su
venerdì, 11 gennaio 2008 - 15:09
Alzi la mano chi di voi è iscritto a qualche newsletter locale, che ti informa su spettacoli, teatro, iniziative, ecc.! Tutti.
E quanti di voi la cestinano regolarmente dopo un'occhiata distratta? Molti... ne sono certa. Anche perchè è una cosa che faccio regolarmente anche io, dandomi migliaia di scuse tipo..." interessante, si ma è mercoledì (e di regola in settimana non si esce)" ... "fino a Sestri Levante? no no.. e poi chissà dove trovo parcheggio"... "sai venerdì sera all'Archivolto c'è Tizio. Vieni a vederlo con me? No, lo sai che io il sabato lavoro.."
 
Poi accade che un pomeriggio, nonostante la lettura veloce e distratta, un nome ti balza agli occhi.
Toh, sembra quasi fatto apposta Animoticon. Proprio due settimane fa una persona mi ha "regalato" un suo pezzo. Ed io, quasi vergognandomi, l'ho apprezzato ma ho chiesto 'scusa, ma chi è che canta?'
Vergognandomi sì, perchè almeno per la musica d'autore, credevo di essere abbastanza afferrata e invece... questo 'sconosciuto', beh era come una macchia sul mio curriculum Sorpresa!
 
Quindi incuriosita, ho ripreso la mail, e letto avidamente: una presentazione dell'ultimo CD, premiato con la targa al premio Tenco. Un'ottima occasione per conoscere dal vivo un artista che solo con una canzone mi ha impressionato al tal punto che ho dovuto scaricarmi quasi tutta la sua produzione!
Un'occasione non mondana, solo un incontro alla FNAC.  Quasi quasi... sì ma alle 18 è un casino... dove parcheggio? Ecco ci risiamo: basta con le scuse. Porta via le scatole da quest'ufficio e vai!
 

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Ed è stata un'ottima idea. Un incontro di presentazione con un pubblico attento e informato, domande a cui lo 'sconosciuto' ha risposto con buona maniera e senza essere OT, alcuni pezzi suonati solo chitarra e voce, nello stile di quegli chansonniers d'altri tempi, un Brassens, un Ferrè, un Brel, un De Andrè. Una persona di cultura e spessore. Un protagonista di una musica che seppur di nicchia ha un suo valore intrinseco, che spazia dal jazz alla bossanova, musica che ha accompagnato la presentazione dello spettacolo di Josè Saramago, musica che ha fatto da leit motiv a lavori teatrali creati per lui da protagonisti del mondo letterario contemporaneo come Erri De Luca. Una bella disquizione su 'Chisciotteschi ed invincibili', dove gli invicibili sono proprio coloro che apparentemente per noi sono i perdenti.
 
Un'ora e mezza piacevole, da sola, ma non sola, che mi ha fatto stare bene.
 
All'uscita una pioggerellina sottile faceva assomigliare Genova ad una Parigi ottobrina... ed io cammino veloce con il cappuccio del parka in testa, ma serena, anche se mi trovo in Via Cesarea e non sulla Rive Gauche. Peccato... perchè l'atmosfera della musica di Gianmaria Testa era proprio quella.
 
E tutto grazie ad una newsletter...
 
********
 
 
Per una strana coincidenza, dopo aver assistito ieri sera alla performance di un artista che ha nell'anima il grande Faber e che è stato proprio invitato al tributo che si svolge annualmente in suo ricordo, oggi è il Faber day. Otto anni fa un uomo che ha significato tanto per la mia generazione e non solo ci lasciava...
 
Spero che ora riposi all'ombra di mille papaveri rossi...
 
 
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